Cosa fosse la pallamano non lo sapevo neanche lontanamente, non avevo mai visto una partita in vita mia, raramente qualche spezzone in tv e francamente mi sembrava uno sport di secondo piano. Poi un mezzo miracolo. L’idea di “salvare” una squadre in difficoltà economica e nel contempo l’incontro con Giuseppe Lo Duca è stato un tutt’uno.
Così sono entrato nel mondo della pallamano, sponsor e presidente con Lo Duca allenatore.
Sulla maglia biancorossa il marchio Principe era bellissimo e d’incanto quello sport che prima non seguivo, mi ha affascinato. Non me ne rendevo conto, ma stava nascendo una passione.
Anzi di più, nasceva un amore.
E sono arrivati cinque scudetti, uno dietro l’altro. Abbiamo avuto autentici squadroni, autentici campioni che non avevano paura di nessuno. Abbiamo girato l’Europa in lungo e in largo: Germania, Francia, Austria, Svizzera, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Islanda, Polonia, Ungheria, Slovenia, Croazia e Spagna.
Ovunque il Principe Trieste è stato temuto. Ricorderò sempre Kiel, la patria della pallamano tedesca e 10.000 spettatori zitti e impauriti. Stava vincendo Trieste. E la vittoria a Zagabria contro una delle squadre più forti del mondo. Ricordo sempre i miei grandi campioni Tarafino, Jelcic, Oveglia, Schina, Mestriner, Fusina, Pastorelli e tanti altri.
Resteranno nel mio cuore.
Mario Dukcevich
Sponsor ed ex Presidente

 

LoDucaPiazzale della scuola elementare “Domenico Rossetti” e della scuola media di San Sabba, via Zandonai, ora parcheggio delle maestre. Pino Grio ed il sottoscritto stanno segnando con la pittura il primo campo di pallamano all’aperto.
Scuola media di Servola, via dei Giardini, aula scolastica adibita a palestra, 12×8 metri. Con i ragazzi giochiamo a pallamano seduti (calcio svedese), meglio usufruire del vicino ricreatorio comunale “Gentilli” per poter correre e giocare. Da queste scuole nascono i primi giocatori di pallamano che vestiranno anche la maglia della nazionale: Calcina e Pischianz.
Pino Grio, un grande amico che non c’è più, trova presso l’ENAIP il campo coperto dove per qualche anno l’U.S. Acli si allenerà.
È il 1970. Un altro caro amico, il giornalista Ezio Lipott (mio compagno di squadra con la Triestina Calcio), pubblica il primo articolo sulla pallamano. Devo trovare i giocatori. Io, giocatore di calcio, mi rivolgo ai miei amici, per primo a Mario Pellegrini, calciatore, cestista e primo azzurro di pallamano; lui viene e porta Fufo Fortunati ed altri calciatori e cestisti. Arrivano gli istriani che hanno praticato questo sport alle scuole elementari a Buie e Umago: Possa, Radin, Visentin e Calligaris. Dalla Coppa Trieste, dove gioco con le Acli Cologna, Tossi e Sbaizero.
È cominciata così.
Il campo lo troviamo e lo segnamo presso il centro giovanile di Muggia.
Roma, giugno 1976, Stazione Termini. Viaggio di lusso, saliamo sul vagone cuccette per ritornare a Trieste, sei per compartimento. Mario Pellegrini è nella cuccetta sotto la mia, è molto più pesante di me. Non riusciamo a pren- dere sonno, la medaglia d’oro che ci stringiamo al petto ha un effetto di adrenalina pura. Mario mi chiede se veramente abbiamo vinto il nostro primo campionato italiano. “Mario siamo campioni d’Italia” gli rispondo. Le traversie dell’anno precedente, il campionato finito alla pari con il Volani, lo spareggio di Roma appena vinto sono un treno di emozioni. Non riusciamo a renderci conto della nostra impresa.
L’azienda di Vittorio Duina, presidente del Milan Calcio e nostro sponsor, alla fine del 1977 fallisce. A noi resta un mini-bus celeste a quindici posti per le trasferte che non faremo mai senza sponsor. Il Prof. Mario Lanza è assessore allo Sport del Comune di Trieste e amico di Mario Cividin costruttore edile. Grazie alla sua intermediazione inizia l’era Cividin, tredici anni in verde e blu. Pino Grio lascia, il suo compito si è esaurito. L’U.S. Acli è un ente di propaganda sportiva mentre la nostra pallamano sta uscendo dalla fase pionieristica.
Un altro grande amico, il dott. Aldo Combatti, già presidente regionale del CONI e artefice della sponsorizzazione Duina diventa il nuovo presidente. Tredici anni, sette scudetti, tante battaglie nazionali ed internazionali. Mario Cividin è stato un grande amante dello sport e la pallamano Trieste gli ha fatto onore.
Una parentesi relativa al 1979: abbiamo appena vinto un’altro spareggio a Rimini con il Volani, siamo al torneo giovanile di Parma. Ho allenato per tutto l’anno un gruppo di bambini tra cui i miei figli Marco e Martina, Elisabetta Cividin e Antonio Pastorelli. Marco, Martina e Antonio vestiranno la maglia azzurra della nazionale. Marco dopo trentuno anni gioca ancora e bene. Il Prof. Pastorelli, papà di Antonio, è il nostro medico sociale da trentacinque anni.
Giugno 1991, finisce l’era Cividin. Il campionato 1991-92 è il più difficile della nostra storia. Sono però molto fortunato, arrivano Mario e Sonia Dukcevich con il marchio Principe a salvare capra e cavoli. Cinque anni di sponsorizzazione e cinque splendidi scudetti tricolore. Quattromilacinquecento persone stipate all’inverosimile al PalaChiarbola in gara cinque contro l’Ortigia, è un successo enorme di pubblico e il risultato è il decimo scudetto, quello della stella. I giocatori portano Mario Dukcevich in trionfo e il pubblico festante grida “Mario sindaco!”.
La Principe dopo quei cinque meravigliosi anni continua ad essermi vicina. Sono diciotto anni di amicizia ed aiuto.
Gianfranco Gutty, un altro amico (grande tifoso e presidente delle Generali), ci è vicino con il marchio Generali-Genertel.
Raggiungiamo il massimo traguardo internazionale vincendo a Zagabria contro la squadra detentrice della Coppa Campioni davanti a diecimila spettatori, con la TV di stato in diretta. Non faccio più l’allenatore ma il presidente.
Ultimo sponsor principale Coop Nord-Est grazie all’intervento del prof. Damiani, vicesindaco. Tre anni con questo marchio e ultimi due scudetti tricolore.
E poi? Dal 2003 a oggi la storia è molto simile. La ricerca di tanti piccoli sponsor a supplire l’assenza dello sponsor principale è il tema dominante. Il sindaco mi chiama il suo rompiballe preferito e così vado avanti con la mia società e la mia squadra.
Non si vincono più titoli assoluti ma molti titoli giovanili: Giorgio Oveglia e Claudio Schina costruiscono il futuro.
Abbiamo rinunciato per due volte al massimo campionato, ci siamo auto-retrocessi in A2, ma sempre siamo ritornati vincitori. 17 scudetti, 6 coppe Italia, tanti risultati prestigiosi in Europa, tanti titoli giovanili: è nel nostro dna… vincere! Ringrazio in particolare la mia famiglia e tutti quelli che in questi 40 anni mi hanno aiutato e mi sono stati vicino, mi hanno sostenuto. Qualcuno mi protegge dall’alto, altri mi sostengono in questo difficile cammino.
Prof. Giuseppe Lo Duca
Presidente Pallamano Trieste
Per vedere la photogallery completa dal 1970 ad oggi clicca qui

 

Un ringraziamento particolare alla LUGLIO EDITORE che ha fornito il materiale in formato digitale.

Ricordiamo che il libro  “1970-2010: AUGURI, CAMPIONI! Quarant’anni di Pallamano Trieste” di Luglio Editore è disponibile presso tutte le librerie LUGLIO EDITORE a Trieste, QUI IL LINK

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